Carta dei servizi C.U.A.V. Etnos

  1. L’ Etnos Soc. Coop. Sociale tra le sue diverse attività annovera anche 3 Centri per Uomini autori o potenziali Autori di Violenza di genere, definiti C.U.A.V. per le province di Caltanissetta, Enna e di Ragusa.
  2. La Cooperativa Etnos garantisce il possesso di tutti i requisiti nazionali inerenti i CUAV, assicurando che il programma venga realizzato da un’Equipe dedicata, multidisciplinare, costituita dalle seguenti figure professionali: Psicoterapeuta, Assistente Sociale, Educatore e Avvocato adeguatamente formati e aggiornati sul tema delle violenze.
  3. Il C.U.A.V. ha tre sedi per le seguenti province Caltanissetta, Enna e Ragusa:
    La sede di Caltanissetta si trova presso la via Togliatti snc, garantisce come apertura settimanale: il martedì mattina e il mercoledì pomeriggio. Si riceve comunque per appuntamento, contattando il numero 3407108524.
    La sede di Enna si trova a Catenanuova in via Roma n.15, garantisce come apertura settimanale: il lunedì mattina, il venerdì pomeriggio. Si riceve per appuntamento, contattando il numero 3407108524.
    La sede di Ragusa si trova in via Grecia n. 17. Si riceve il mercoledì e il venerdì previo appuntamento contattando il numero 3472794215.
  4. Possono accedere al CUAV utenti di età superiore ai 18 anni. Il percorso trattamentale è finanziato dalla Regione Sicilia – Assessorato alla famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro – Dipartimento della Famiglia a delle Politiche Sociali.
  5. Il primo contatto con il CUAV viene effettuato telefonicamente al seguente numero di telefono 3407108524 o tramite pec: cuav.etnos@pec.it; le segnalazioni possono essere effettuate da parte dei Servizi giudiziari, dagli avvocati o dagli assistiti. A seguito del primo contatto e della richiesta di presa in carico verrà concordato un primo colloquio conoscitivo.
  6. I colloqui conoscitivi sono finalizzati a verificare che sussistano le condizioni necessarie per l’avvio del programma. La valutazione verterà sulla conoscenza del soggetto, sull’anamnesi e sulla motivazione ad intraprendere il percorso riabilitativo. Nel caso di utenti provenienti da altre nazioni il CUAV valuterà̀ anche la presenza dei requisiti minimi di comprensione della lingua italiana e/o la possibilitàre di figure di mediazione linguistiche.
  7. La presa in carico al percorso trattamentale può essere certificato/attestato solamente dopo la fase di valutazione mirata a stabilire se esistano le condizioni necessarie per l’avvio di un programma.
  8. Il CUAV attiva un programma trattamentale che prevede interventi individuali con la finalità di sviluppare la consapevolezza sulle modalità relazionali violente messe in atto, di lavorare sul vissuto personale e sulla storia familiare che innesca tali comportamenti. In particolare il percorso mira all’assunzione della responsabilità degli agiti violenti, attraverso la revisione degli atteggiamenti difensivi (negazione, minimizzazione, colpevolizzazione della vittima, uso degli stereotipi di genere); di sviluppare la percezione e la consapevolezza degli effetti dannosi che la violenza agita ha sulle persone care, sulla funzione genitoriale, sul programma di crescita e sviluppo psicofisico dei minori. Inoltre nel percorso si lavora per migliorare la gestione degli impulsi, degli stati affettivi ed emotivi negativi e distruttivi. Pertanto i percorsi di psicoterapia individuale hanno lo scopo di evitare le recidive e di aiutare la persona ad acquisire ed interiorizzare nuove modalità relazionali. Gli incontri hanno cadenza settimane e la durata è di un’ora.
  9. Il professionista che ha seguito l’utente a conclusione del percorso stila una relazione in merito al programma effettuato.
  10. Il CUAV svolge, inoltre, attività di sensibilizzazione e prevenzione negli Istituti Scolastici con modalità interattive con gli studenti centrando l’attenzione sulle modalità relazionali e sulla identificazione e gestione delle emozioni. Quindi si propone di svolgere delle attività esperienziali e laboratoriali ( role planying, circle time) al fine di prevenire episodi di violenza, per formare giovani consapevoli e promuovere il rispetto reciproco.
  11. Il CUAV si occupa di formare professionisti (Educatori, Assistenti Sociali, Psicologi/Psicoterapeuti, Insegnanti, Avvocati) al fine di sviluppare la propensione e le capacità empatiche per accogliere l’uomo autore di violenza ed intervenire sulle dinamiche disfunzionali della sua storia pregressa e attuale che hanno determinato il reato. Poiché attorno all’uomo violento esiste un forte pregiudizio che limita la possibilità di conoscere le sue fragilità, la sua complessa storia e il suo vissuto, il CUAV fornisce strumenti per superare tali resistenze e andare oltre il reato di violenza.
  12. Il CUAV organizza giornate formative e seminariali nel territorio di appartenenza utili al confronto di diverse figure professionali ed istituzionali che operano a diverso titolo a favore delle vittime di violenza (donne e bambini) e degli autori di violenza.
  13. Il trattamento dei dati personali relativi agli utenti del CUAV avviene nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali, nonché del regolamento UE n. 679 del 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali. I dati saranno conservati nel rispetto della predetta normativa per il tempo strettamente necessario al conseguimento delle finalità per i quali sono stati trattati. Gli stessi dati potranno essere conservati per periodi più lunghi esclusivamente per fini statistici o di archiviazione.
  14. Il CUAV svolge attività di raccolta dati nel rispetto della riservatezza e dell’anonimato degli utenti, e partecipa ad attività di raccolta di informazioni, ricerca e analisi sia quantitativa che qualitativa, su base territoriale, regionale o provinciale, al fine di contribuire all’alimentazione di un sistema di monitoraggio e osservazione sul fenomeno della violenza nei confronti delle donne nelle sue varie forme, anche sulla base delle disposizioni e indicazioni di rilevazione proposte dal Dipartimento per le Pari Opportunità, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, dall’Istituto nazionale di statistica e dalle Regioni.