Lo scorso venerdì di questo mese di agosto, all’interno di Casa Rosanna c’è stato un altro inserimento di una donna vittima di violenza.
Adele, nome di fantasia, ha una comorbidità di patologie che ha reso difficoltosa l’accoglienza nei suoi processi relazionali. Nel giorno precedente all’inserimento sarebbe dovuta tornare a casa dal suo maltrattante, poiché a detta di lei «Non è cattivo, solo malato di porno.», ma attraverso vari interventi educativi, Adele ha deciso, poi, di provare a sperimentare la possibilità di un cambiamento e l’ho ha fatto grazie a Equo Dress.
Ecco cosa è successo quel giorno, successivo all’inserimento, di rigenerazione:
Una delle educatrici di Casa Rosanna porta in piazza le ospiti e al ritorno passano a salutare in bottega. Adele non la conosce, non sa cosa sia il progetto e non immagina quale sia il suo reale potere.
Resta in silenzio, ascolta, osserva.
Sorride.
L’indomani Adele chiede di tornare in bottega e trova Silvana che le spiega perché Equo Dress lavora jeans dismessi, qual è il senso del riuso e come si dà vita al nuovo partendo dal vecchio.
Adele annuisce e si ricorda di un jeans che ha ma che ha indossato poco perché non le piace come viene; chiede di poterlo trasformare.
Adele lavora.
Ritaglia, segna, cuce.
Immagina, crea.
Adele rigenera il suo vecchio jeans, proprio come la se stessa di prima.
Ed ecco il parere di Maria Giusi Cannio, psicologa e psicoterapeuta: «A volte non ce la facciamo a trattenerle alla vita, altre volte non riusciamo a farci capire e sembriamo l’ennesima trappola per loro. Stavolta, però, sono stati i fatti concreti che ci hanno permesso di aprire a un possibile pensiero divergente. La creatività seduce più di ogni teoria.»